domenica 5 gennaio 2014

Deformazione

Oggi scrivo le mie riflessioni sul sistema scolastico italiano. Qualche giorno fa ho incontrato un'amica trasferitasi in Svizzera la quale lamentava che il figlio, ormai adolescente, come tutti i ragazzi scalpita per la sua indipendenza e vorrebbe tornare in Italia per stare con gli amici.
A quel punto a me è venuto naturale dire "tornare in Italia è un biglietto di sola andata". Si perché per come stanno andando le cose se l'Italia gode di una fama terribile, in declino e di un sistema scolastico che non è mai stato attendibile, il diploma italiano quanto potrà valere? Se già ora vale come la carta igienica, in futuro probabilmente il rotolo sarà molto più pregiato.
La scuola italiana è demotivante, come tutto il resto, d'altronde per arrivare a questo stato di cose si inizia molto presto a plasmare la mente delle persone ed annullare ogni loro sprazzo di buonsenso in ogni modo possibile.
I bambini vengono mandati in prima elementare (adesso si chiama "primo monoennio primaria" con la riforma del 1990 ma è la stessa cosa) all'età di sei anni, per loro inizia una pena carceraria detentiva che dura 5 ore al giorno e che si consumerà grosso modo al compimento del 18° anno di età.
Questo fondamentalmente significa che, a prescindere dal percorso scolastico che sceglieranno, gli studenti italiani devono scontare una pena carceraria di 13 anni, per 9 mesi all'anno sconteranno 5 ore di reclusione da lunedì al sabato. Se fate i conti sono 3510 ore di carcere complessive durante le quali essi saranno più o meno costretti a fare quanto segue:
  1. impossibilità di muoversi dalla sedia spesso anche in presenza di esigenze fisiologiche preponderanti
  2. affrontare tematiche unicamente teoriche
  3. mancanza della possibilità di fare qualunque cosa al di fuori di una stanza squallida ubicata all'interno di un edificio cadente e privo delle più banali amenità abitative
  4. studiare argomenti obsoleti e fuorvianti
  5. sottostare alle paturnie dei singoli insegnanti i quali operano in totale mancanza di pragmi accademici e la cui professionalità è affidata unicamente alla sensibilità e all'onestà del singolo
  6. sottostare a regolamenti ignoti, volutamente occultati, che sono tanto più letterali quanto più vessatori per gli studenti e tanto più elastici quanto più vantaggiosi per il personale scolastico
  7. rendere conto di faccende private e personali pubblicamente e presso persone che hanno un concetto di privacy similare ad una pubblicazione su un quotidiano
  8. acquistare e fare riferimento a libri di testo completamente inservibili e difformi dal programma di studio
  9. adeguarsi ad un rituale sistema di valutazione generico ed inefficace che assomiglia di più ad un rituale iniziatico
  10. adeguarsi ad un sistema di valutazione basato sul rifiuto sistematico degli insegnanti di esplicitare gli obiettivi da raggiungere ed i metodi con cui questi vengono profilati
  11. la conseguente impossibilità di maturare una propria coscienza autovalutativa
  12. la totale mancanza di un nesso tra il piano di studi e la realtà fattiva
  13. la totale assenza di attività preparatorie al mondo del lavoro
  14. l'obbligo all'apprendimento mnemonico di una montagna di nozioni di discutibile utilità
  15. la sopportazione incondizionata dei rapporti completamente unilaterali con il personale scolastico
  16. l'impossibilità di esprimere qualunque forma di disagio senza per questo subire insulti e minacce
  17. ultimo ma non per importanza sobbarcarsi per 13 anni il peso dello scaricabarile degli insegnati che utlizzano la scusa più opportunistica del mondo e cioè che lo studente non rende perché non studia
Sono rimasto stupito dal fatto che la stessa persona in Italia viene considerata uno studente svogliato e privo di risultati mentre in Svizzera risulta essere tra i primi dell'intero istituto.
Davvero? Sono rimasto stupito?
A caldo si, sono rimasto stupito, ma poi ripensandoci non lo sono affatto. Ho scritto a braccio i punti di cui sopra prendendo spunto dalla mia esperienza scolastica, non li ho prenumerati ma mi accorgo che sono 16 e non sono nemmeno stato esaustivo.
Come può una persona onesta e volenterosa avere una resa accademica in un sistema del genere? Com'è possibile essere stimolato in un ambiente dove ti viene deliberatamente proibito di accedere ai metri di misura e agli obiettivi da raggiungere? Com'è possibile credere nell'attendibilità di una valutazione che non ha nessuna regola nota? Com'è possibile decidere come prepararsi senza sapere su cosa farlo e come farlo?
Un video su youtube è molto meno unilaterale, ma quando andavo a scuola io youtube non esisteva e, per buona parte degli anni, non esisteva nemmeno la possibilità di accedere ad internet. In realtà non esisteva nemmeno internet i primi anni della mia infanzia, o quantomeno era una rete militare ad uso esclusivo che non consentiva l'accesso pubblico.
Del resto che senso ha obbligare dei bambini a sopportare persone la cui competenza, onestà e caratura morale è sotto la suola delle scarpe quando si può ottenere lo stesso risultato tramite un filmato?
Visto che si parla tanto di spending review ecco un sistema per risparmiare miliardi.
Adesso che sono adulto mi rendo conto di quanto possa essere deformante subire un trattamento del genere durante l'età dello sviluppo intellettuale da parte di adulti che vengono insigniti della licenza di blatterare e resi liberi di farlo completamente fuori da qualunque genere di controllo.
Mi rendo parimenti conto che quei pochi insegnanti onesti che ho avuto, sarei ingiusto a non ricordarli, sono le uniche persone verso le quali sono in debito. Quel po' che ho imparato è merito loro, ma gli altri hanno abbondantemente portato la validità del mio percorso scolastico ad un valore fortemente negativo nonché alla maturazione di un forte odio verso il sistema scolastico, odio che, maturato fin dal principio, mi ha impedito di ottenere risultati accademici apprezzabili.
E con me tanti altri studenti inconsapevolemente lo provavano e lo provano tuttora.
Con la maturità di adulto mi rendo conto di avere subito passivamente un abuso, complice l'ingenuità e l'ignoranza dei miei genitori che l'hanno subito a loro volta. Abuso durato anni e che ha segnato me e tanti come me sotto il profilo emotivo, sociale e culturale.
Il risultato complessivo del sistema scolastico italiano consiste nel premiare l'ignorante medio e di tagliare fuori chiunque sia o troppo dotato o completamente incapace, peraltro con la pretesa di accomunarne il trattamento.
Ricordo che quando arrivai alla quinta classe, l'anno della maturità, avevo ripetuto due anni per varie vicissitudini e dunque ero particolarmente stanco di subire, tacere ma soprattutto di proseguire in una pantomima che aveva abbondantemente superato i limiti della decenza. Così accadde per puro caso un episodio con un'insegnante era particolarmente disonesta ed impreparata ma io ero troppo giovane per capirlo: una sua dichiarazione fu fatale e mi aprì gli occhi non tanto sulla sua incompetenza, che non ero del tutto capace di diagnosticare sulla materia che insegnava, ma sulla disonestà che metteva nel fornire spiegazioni errate e cercare di convincerci che fossero giuste anche a fronte di obiezioni.
La pietra dello scandalo fu un'affermazione fatta su un concetto molto elementare della fisica cinematica: l'accelerazione gravitazionale. Detta insegnante, laureata presso il dipartimento di scienze, non solo asserì che l'accelerazione gravitazionale è di -9,81 metri al secondo quadrato, ma ebbe l'ardire di dichiarare in prima istanza che questo era dovuto al fatto che un oggetto cade verso il basso e quindi il segno è negativo, per poi negare che si trattasse di una grandezza scalare e cercare di convincermene facendo leva sull'incertezza. Peccato che quei concetti mi fossero talmente chiari che ad oggi, a distanza di circa 23 anni da quando li studiai, li ricordo ancora con dovizia di particolari. E per questo devo ringraziare un insegnante onesto.
In prima battuta risposi di getto, ingenuamente e mentre ero intento a fare tuttaltro (eravamo in laboratorio e stavo codificando un programma sul calcolatore), che l'accelerazione negativa è una decelerazione (affermazione che sapevo e so tuttora essere corretta) ma a fronte di una mia dichiarazione fatta senza particolare attenzione cercò di dissuadermi attacando subito con l'accusa "non hai capito niente di fisica".
Fermatomi a riflettere, complice la sua insistenza, scoppiai in una risata e dichiarai davanti a tutti che ormai avevano spostato l'attenzione sulla cosa con distacco e nonchalance: "certo, gli oggetti quando cadono rallentano e tendono asintoticamente a cadere a terra ma non la toccano mai perché la velocità tende ad azzerarsi" e tutti risero, probabilmente non capirono il senso come non lo sta capendo la maggior parte di voi, ma intuirono che avevo ragione. 
Galeotto fu il lampo di genio, oggi so che da un punto di vista della PNL è stato l'equivalente di asserire "hai detto una cazzata colossale e me la rido di gusto". Si percepì in lei uno strano disagio, una novità per una persona che era sempre aggressiva e scortese con chiunque.
Ricordo che altri colleghi, successivamente facendo domande agli studenti perché probabilmente lei andò sulle difensive, rimasero stupiti sentendo arrivare da me un crudele ma realistico commento dove accusavo detta insegnante di becera incompetenza, supponenza e disonestà ma soprattutto di averne avuto le prove.
Effettivamente quella conclusione spiegava soprendentemente bene l'intero suo comportamento, peraltro facilitata dalla retrospettiva. La seriosità della mia posizione fu aggravata dall'averlo affermato con estrema flemma dinnanzi a tutti e di non averne fatto mistero con la diretta interessata che, in virtù dei suoi continui ricatti, era temuta da tutti. 
Ignoro le dinamiche del retroscena ma fu presto evidente che detta insegnante tirò i remi in barca e per il resto dell'anno scolastico smise di infierire su chiunque all'interno della mia classe, smascherata da me e dai colleghi forse ritenne più saggio farsi da parte e fece buon viso a cattivo gioco. Ma non fui spietato a sufficienza, avrei dovuto compensare e di questo sono pentito.
Questa fu la conferma che non mi ero sbagliato e, forte di una rinnovata consapevolezza, rimarcai la cosa con compagni e insegnanti generando in questi ultimi un visibile disagio.
Questo episodio è uno spaccato attualissimo dell'italianità e della cultura dell'ignoranza. Ci siamo abituati ad un metodo che premia gli incompetenti a discapito di tutti gli altri, e lo abbiamo fatto mettendo i competenti in scacco. Accettiamo che sia così e, non contenti, educhiamo i nostri figli a subirlo.
Questi di contro perdono interesse nella cultura e crescono in un mondo fatto di ignoranza e mistificazione, escono da scuola privi di senso pratico e di senso critico, per assecondare le paturnie di quattro mafiosetti di turno, che molto hanno da temere il giorno che i "bravi" emergeranno, siamo considerati degli imbecilli (togliere pure il "considerati") sul piano internazionale.
L'unico industriale italiano che fu capace di produrre un ambiente competente sul piano internazionale... lo hanno suicidato. Era un mio concittadino. Era troppo onesto per prendere sul serio quei mafiosi, e non prese sul serio nemmeno la loro violenza, ma fu un errore fatale.
Ma sei sicuro di voler tornare in Italia?
Non ti hanno già deformato a sufficienza?

1 commento:

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