lunedì 27 gennaio 2014

Pezzenti next generation

Scrivo questo post per mettere ordine intorno al cocktail che si è creato in provincia e che ha reso estremamente ambigue le differenze tra il classico pidocchio rifatto e la vera elite di lungo corso.

Non che io abbia in gloria la borghesia, è una forma di concepire la vita che ritengo abbia rovinato la società, tuttavia è purtroppo il ceto sociale a cui appartengo e da cui provengo.

Per motivi che non starò a spiegare qui quella che considero la mia vera famiglia è la discendenza materna, in detta famiglia l'enorme determinazione del mio povero nonno ha consentito alla famiglia di emanciparsi. Egli fu infatti in grado di creare un'azienda famigliare e creare benessere per la sua discendenza.

Purtroppo il nonno, per quanto bravo a creare la sua posizione, non è stato altrettanto bravo a tramandarla ai suoi discendenti, col risultato che mia madre non è mai stata capace di ereditare la voglia di fare. La borghesia infatti come effetto collaterale ha proprio questo conflitto genitore/figlio che diversamente non si crea.

Nella sua volontà ci fu proprio quella di crescere un figlio che fosse tenuto lontano da questo conflitto, ma ogni cosa ha pro e contro. Per cui io personalmente mi ritrovo nella condizione di dover rifare il salto "quasi" daccapo, ma per quanto lei abbia cercato di isolarmene era a sua volta talmente marchiata dalla scalata sociale del nonno che l'educazione che ho ricevuto da lei, il contesto dove sono cresciuto e l'esempio che ho avuto appartiene proprio a questo tipo di ceto.

Proprio lei mi ha accusato oggi,  bonariamente, di essere "snob". Ed in effetti è la verità, io sono snob perché sono venuto su dentro una vera famiglia borghese, peraltro una famiglia che ha vissuto la borghesia nel boom economico del XX sec. e che ha quindi vissuto appieno tutti i pro e contro di questo fenomeno sociale, ivi compresa la deformazione culturale ad esso connessa.

Nonostante io sia venuto su dentro un benessere molto più stabile di quanto mia madre sarebbe disposta ad ammettere ho personalmente ricusato alcune delle cose che fanno parte di questo modus vivendi. In particolare mi riferisco alla mia scarsissima propensione ad uniformarmi alle masse ed a socializzare.

Nonostante di fatto io sia un totale asociale, spesso giro malvestito e senza curarmi minimamente delle formalità, mi rendo conto che in me continua ad albergare la spocchia da snob borghese e, quello che potrebbe sembrare una forma di ribellione alla borghesia, è invece in me la supponenza di non avere nessun bisogno di visualizzare il mio status in quanto dentro di me lo considero acquisito ipso facto.

Lungi da me voler prendere una posizione "buonista" a riguardo, non ho la benché minima intenzione infatti di considerare il mio status un qualcosa di cui dovermi vergognare, anche e soprattutto perché ritengo di detenerlo ipso facto anche a ragion veduta, non solo per discendenza.

Il punto è che sono più che convinto che anche la mia bisnonna, vissuta una generazione prima che mio nonno emancipasse la famiglia, bracciante analfabeta, fosse una signora anche quando non aveva di che nutrire i propri figli.

Mio nonno di contro, che poteva benissimo essere ritenuto un pidocchio rifatto, proprio perché l'ho conosciuto posso dire che è sempre stato un signore, sia prima che dopo avere portato benessere per la sua famiglia.

Egli era un padrone, consapevole di esserlo, giammai se n'è vergognato, ha sempre tuonato contro chi batteva la fiacca e contro chi pretendeva di fare la parte del signore pur non essendolo. Egli semplicemente è confluito verso il suo posto nell'universo, ben felice di farlo, e quandanche io ritenessi che detto posto sia un posto di merda, a lui va tutto il mio rispetto.

Mia madre è di tuttaltro avviso, ma lei ha subito tutto il negativo di questo status, e l'ha sofferto al punto da decidere di tenere me lontano da questo tipo di vita. Ma si era appunto dimenticata che lei per prima è la fotocopia del padre, con la differenza che lui nacque signore ma nella miseria materiale, fu prigioniero in guerra e poi, tornato, dovette ricostruire da zero un paese allo sfascio.

Mia madre invece, nata nel benessere, nell'opulenza della Romagna cittadina degli anni 50 del XX sec., l'ha portata suo malgrado ad essere una borghese snob, abituata all'agio, pigra e poco incline al confondersi con la feccia. E quanto male le farà leggere questo sul blog, ma la verità nuda e cruda è sempre tagliente, ed i tagli fanno male. Ma non tutto il male viene per nuocere, poiché se si fermasse un momento a guardare da fuori, scorgendo che questa è una terribile verità, chissà che non la smetta di contestare ... sè stessa.

Si è vero mamma ti ho appena dato della merda. Tienitelo e portalo a casa, piangi se vuoi, se l'ho detto è perché ti voglio bene e so che questa verità può renderti libera. Accetta chi sei e da dove vieni e vedrai che anche se il tuo posto nell'universo è una merda lo è molto meno del posto dove ti trovi ora.

Questo dunque mette me, completamente disastrato malvestito ed asociale, in una posizione dove nonostante l'apparenza, se faccio lo snob, è una posizione assolutamente autentica e legata da un vero retaggio famigliare. Negato, rinnegato, abiurato, rifuggito a suon di sonniferi e di proteste sociali, ma è l'unico vero ed ammetterlo è ciò che mi rende onesto.

Allo stesso modo mette me nella posizione di poter additare il pidocchio rifatto, trattarlo per tale e snobbarlo a piacimento. Del resto è lo sport nazionale del ceto borghese ed io sono un campione nato, probabilmente esiste anche una linearità genetica in questo.

E dunque, per quanto io per primo consideri deprecabile detto comportamento, rimango convinto che la natura continui a mostrarci quanto sia vero che c'è chi può e chi non può .... ed io modestamente "può", anche se è un potere di cui mi sono spogliato e che raramente uso pubblicamente.

Ma se oggi sono qui ad usarlo un motivo c'è, eccome se c'è.

Certo odio me stesso per questo discorso, da fuori, se sapete chi scrive questo blog, potreste sentirvi ingannati o ritenere che io sia stato incoerente e che proponga di me un'immagine poco autentica. Ma il motivo per cui non abuso mai di questa mia posizione è proprio che non rientra veramente nelle mie corde, è proprio qualcosa che mi pesa al punto che la lascio nel cassetto e la uso all'occorrenza, perché in fondo in fondo non mi va di infierire, non stabilmente, ma quando ci vuole ci vuole.

A cosa mi riferisco?

Mi riferisco al pidocchio rifatto medio, quello che nonostante la sua scalata sociale stia riuscendo continua ad essere un pezzente nel cuore. La verità è che purtroppo detto individuo rimarrà un morto di fame anche quando avrà 6 zeri nel conto in banca, una bellissima auto e girerà al fianco dell'elite che gli farà credere di averlo accettato ma alla prima occasione gli mangerà in testa.

Ma perché cosa credete, che la vera elite, quella di chi è veramente signore, vuoi per discendenza, vuoi per lignaggio nobiliare, o semplicemente perché ci sei nato così anche se la tua famiglia non è benestante.... che non lo sappia che oramai un vestito se lo può permettere anche quello sfigato così disperato che vi vende il contratto del gas suonando porta a porta?

L'ultimo venditore di contratti passato da casa mia infatti era vestito talmente bene che sono rimasto sorpreso di vere come ciò che prima era uno status symbol sia rimasto si tale, ma si sia invertito il significato. Più sei sfigato e più curi la tua immagine per nascondere che sei un pezzente.

Credete che non lo sappia che chiunque può comprare una Jaguar usata per poche migliaia di euro?

Mi dispiace ma quelli non sono più status symbol, hanno smesso di esserlo da un bel po' di anni, e quelli che vi fanno credere di cascare nel vostro simulacro di plastica, che puzza di finto da lontano un anno luce, semplicemente è perché dentro di loro si godono le grasse risate nel vedere che siete talmente pezzenti che nemmeno il successo, il danaro, i vestiti e le auto sono servite a riscattarvi dalla vostra miseria.

E questo li fa sentire ancora più elite di prima.

E questo mi fa sentire ancora più elite di prima.

E dal momento che io faccio parte di quella merdosissima categoria che se la ride di voi, e dal momento che io per primo me la rido mentre passo indossando la mia tuta da ginnastica consumata dentro la mia auto utilitaria tutta ammaccata e di una marca improbabile, non vi viene da pensare che forse io per primo sono, di tutti loro, il più immune al vostro finto sfarzo?

Che io sono proprio quello che vi riconosce anche da oltre un anno luce di distanza?

Che il motivo per cui ho deciso di vivere così è proprio che ho accettato il tramonto di certi status symbol a suo tempo, quando esso arrivò, proprio perché non volevo confondermi con voi pidocchi rifatti?

Non avrei mai pensato di arrivare a rivendicare con orgoglio il merdoso status sociale da cui provengo, forse perché anche mia madre che me l'ha trasmesso lo odia molto più di me e me ne ha sempre tenuto lontano, dandomi un padre operaio ed una vita modesta così da costringermi obtorto collo a vivere esattamente sulla soglia della porta che collega i due ceti.

Bene, io ho imparato negli anni ad usare questa soglia per smascherarvi, vi vedo subito, vi traggo in inganno e vi conduco gentilmente al fallo, e lo faccio semplicemente perché per me siete niente, se almeno fossi capace di considerarvi merda vi avrei dato un qualche ruolo, ma niente .... è triste. E ve lo siete cercato.

Sembro buono ma sono un bastardo, un pezzo di merda come solo la più mediocre borghesia può partorire, e la cosa che più mi spaventa è che per quanto io odi questa fetta della società ne sono uno dei peggiori fautori, peggiori perché sono anche subdolo e tu non hai l'intelligenza necessaria per distinguermi.

Tu pidocchio rifatto pensi che io sia un qualsiasi qualcuno, forse un nessuno, e così facendo sei caduto nella mia trappola, così facendo sei mio, ed il mio dominio per quelli come te è una tirannia spietata perché tu, prima di rinnegarmi, ti sei esposto, ed io so tutto di te, compreso come cancellarti dal mondo.

E dunque non esiste nessun triviale epiteto dialettale col quale io possa rudemente mandarti a quel paese, perché anche se fosse da me proferito nella più rozza delle sue forme la differenza tra me e te rimarrebbe evidente e la parte del pezzente saresti comunque tu a farla poiché dentro a quel terribile epiteto ci sarebbe un concentrato tale di snobbismo che io stesso ne avrei la nausea.

Allora cosa credi che pensi di te, forse che il tuo cocktail di status symbols tramontati è come un'insegna al neon in stile Las Vegas a forma di freccia che punta dritta dritta sul tuo deretano e dentro reca la scritta "sfigato che fa di tutto per nasconderlo"?

Non pensi che, un po' come la muraglia cinese, sia la seconda cosa che io vedrei dalla Luna guardando la Terra?

Questo è il pezzente next generation.

La triste e scomoda verità è che il mondo moderno, impazzito, è riuscito a stravolgere ed in taluni casi invertire il benessere sociale delle persone, regalando tanto a chi non vale niente e togliendo tanto a chi vale veramente.

Ma far parte di un'elite non richiede solo il danaro o la parte estetica, richiede il saperci appartenere, e questo non sta scritto nel passato ma nel presente, nel come ti comporti, in quello che fai o dici, soprattutto nel come lo fai.

Il mondo moderno ha consentito ai furbetti di riscattarsi dalla miseria materiale, ma la miseria morale in cui versa la stragrande maggioranza della popolazione, compresi i pidocchi rifatti, è una condizione al limite dell'irreversibile.

C'è chi vale uno, chi vale più di uno e chi vale molto meno.
E non necessariamente c'è una soluzione per cambiare questo.

Triste e scomodo da dire, ma è così.

Nessun commento:

Posta un commento